Alan the Rainpiper

Alan the Rainpiper

mercoledì 27 ottobre 2010

Le origini del mio cammino con una GHB sotto braccio.

Dopo parecchie avventure e vicissitudini, delusioni e gratifiche, critiche e complimenti sentivo bisogno di raccontarmi,
far conoscere l'origine mia, di quel piper pacioso e beone che si diverte a far divertire la gente con la sua musica.
Di mio sono sempre stato un polistrumentista, cominciato ancora prima del conservatorio con violino e pianoforte ma haimè la discutibile didattica
utilizzata dall'ultimo mi ha portato ad odiare il violino come strumento abbandonandolo... per poi passare alle tastiere ed al trombone.
Anni ed anni di studi e di passione verso tutti gli strumenti musicali mi ha portato a diventarne collezionista, ovviamente ogni strumento aquistato
dovevo imparare a suonarlo se no il tutto non avrebbe avuto un senso per me, li ho suonati su palchi e per le osterie praticamente
tutti senza mai sfigurare ma le gratifiche non sono mai state per me soddisfacenti, nel frattempo continuava la ricerca di nuovi strumenti che
molto probabilmente era una ricerca interiore dello strumento che per eccellenza mi si integrasse dandomi così nuova linfa
e soddisfazioni.
Sebbene la mia passione per la musica celtica era gia ben avviata la GHB la ho scoperta abbastanza tardi,
dopo un gran interesse per i flauti dolci il passaggio ai whistle, fifre e bombarde è stato quasi automatico oltre che sentitamente doveroso.
E stato molto bello scoprire i piaceri delle Irish session, studiare sempre nuovi tunes, provare e riprovare alla ricerca della tecnica
ed il modo di rendere sempre piu espressivi questi strumentini, tutto meravigliosamente bello ma mancava ancora qualcosa.
Tutto ebbe inizio al Triskell dopo aver conosciuto il buon Dede, tra una chiacchiera ed una birra intermezzato da una suonata di flauto
scocca un fulmine a ciel sereno, l'origine di tutto:
Dede mi dice che ha con se una Cornamusa, tira fuori la sua McCallum e me la fa provare...
sensazione unica, sentire il sacco gonfiarsi sotto il braccio, il peso del bordone basso sulla spalla, tutto ciò mi stava dando un brivido!
Premo e premo, soffio e soffio, partono i bordoni, sentivo lo strumento una parte di me, poi ricordando come funzionava la diteggiatura
studiata teoricamente in precedenza mi sparo fuori un Amazing Grace tra le ridacchiate compiaciute del Clan Wallace lì presente alla festa
dato che hanno sia aperto che poi chiuso il festival con i loro concerti.
Pure sentirli loro mi ha aperto il cuore a questo strumento, finalmente sentire qualcosa di energico e tribale che tanto distacca dal solito
immaginario reggimentale moderno o dalla GHB inserita in gruppi rock od altro, mi ha lasciato a bocca aperta con una frasetta in testa che faceva
piu o meno "anche io voglio".
Poi nel corso del tempo e dei festival con i Wallace si è instaurato un bel rapporto di amicizia, sono fenomenali sia come artisti
che come persone.
Dopo il Triskell ero seriamente intenzionato a comperare una GHB e mettermi sotto a studiare, sentivo il bisogno morboso di avere il sacco
sotto braccio ma l'essere al verde per me non è stata mai una novità quindi a malincuore ho dovuto rinunciare.
Qui mi sono tornate provvidenziali le cornamuse Pakistane, a dispetto di molti che le insultano selvaggiamente io a loro devo molto
e non posso fare altro che ringraziare che esistano.
Vi prego!!!
NON PICCHIATEMI!!!
Adesso vi spiego perchè:
Risaputo da molti la mia passione per gli strumenti musicali, musica celtica ed anche per i lavori in legno ci si metteva talvolta a parlare
delle famose cornamuse Pakistane che sono insuonabili che sono buone solo per metterle al muro o per accendere il fuoco.
Di fatto costano pochissimo, il cio mi ha permesso di comperarne una come sfida, capire perchè non suona e che cè da fare per farla suonare.
Arrivato l'aggeggio lo smonto subito e lo analizzo, parecchie cose non vanno ma sono tutte sciochezzuole rimediabili con poco tempo e fatica.
Faccio suonare il tutto, il chanter è in Bb quasi intonato, con un dremel ed un po di nastro adesivo lo ho messo in condizione di essere impeccabile.
Nel frattempo Dede mi ha portato giu dalla scozia due ance serie per GHB e da li ho sentito una sonorità piu vera e potente facendo perdere
al chanter quella sonorità aspra da trombetta di carnevale datagli dall'ancia pakistana.
Una volta fatti tutti i lavori trovo che un problema essenziale son le pessime ance e vedo quindi di provvedere a sostituirle tutte cercando
in rete qualche negozio dove poter aquistare questi articoli, trovo Celtic Store del buon Pietro Malaguti che mi ha ispirato fiducia e procedo ad un primo ordine di ance ed un set di MG per i bordoni piu una valvolina Little Mac che mi dava piu fiducia della valvola che avevo rifatto in gomma
(il rosewood rimane sempre poroso e nonostante la gomma la tenuta non è perfetta).
Appena arrivato il tutto a destinazione ho montato sulla bagpipe (piccolo intoppo rialesare le sedi delle ance bordoni per poter alloggiare le MG)
e finalmente avevo un suono piu piacevole, da lì ho cominciato a suonare suonare ed ancora suonare aprofittando del fatto che abitando in casetta non vado
a disturbare particolarmente i vicini di casa.
Nel frattempo diffusa la voce che facevo suonare le Paky Pipe mi son arrivate parecchie persone a cercare di accomodare le loro comperate in precedenza,
e su tutti questi lavori fatti mi son perfezionato nel risolvere i vari problemi che questi strumenti possono avere.
Ad ogni problema c'è un rimedio successivo da domande fattesi, risposte e soluzioni trovate oltre a tentativi su tentativi il tutto accentuato dalla scarsa qualità
del prodotto Pakistano ma che poi riportato su una vera GHB ti porta alla conoscenza totale e perfetta dello strumento.
Reputo il far suonare una Paky una gran scuola di "soluzioni", di solito chi compera una bagpipe a poco prezzo non è totalmente motivato a studiare ed impegnarsi in merito finendo per abbandonare il tutto dicendo "non suona" a differenza di chi spende parecchi soldi per coronare una sua passione
a cui dedicare studio, consapevole che pure l'originale Scozzese recapitata a casa non suonerà se prima non si da una regolatina alle ance dei bordoni.
Difatti sono molte pure le bagpipe Scozzesi a cui ho dovuto metter mano per renderle suonabili dato che chi le aveva non sapeva a priori dove metterci le mani, qui a Trieste e limitrofe a parte qualche raro gaitero non ci sono molte persone che sanno dove mettere le mani su questi strumenti.
Dopo la mia Paky Pipe le prime altre fatte suonare son state la Paky'n Cocuswood di Fabietto, poi la Kilberry e smallpipe di Andrea e poi la Galore di Sergio.
Io nel frattempo mi ero preso sempre dal buon Pietro Malaguti pure un chanter McCallum dal bellissimo small sole per esigenze di sonorità ed
indiscutibile intonazione dato che mi era stato offerto di suonare assieme ai To Loo Loose, gruppo Irish Rock di Trieste ed in piu travolto dagli eventi
mi son trovato a dover suonare in giro ancor prima di riuscire a studiare a certosino certi brani, d'altronde erano situazioni a cui non potevo dire di no ma solamente studiare ulteriormente per accelerare i tempi.
Grazie alla Paky Pipe son stato apprezzato e conosciuto per varie situazioni e festival ed è stato doveroso ordinare sempre da Pietro Malaguti una
GHB seria, affidabile ed ineccepibile, ardua scelta probabilmente dietro insulti dei puristi votata ad una McCallum P1, completamente sintetica la quale dovrebbe mantenere una certa stabilità di accordatura senza parlare che io mi ritrovo a suonare sempre in situazioni estreme, sotto i diluvi specialmente,
sinceramente far bagnare un buon ebano o blackwood sotto la pioggia non la trovo salubre come idea.
Ora il mio cammino come lo studio di questo strumento va avanti raccogliendo soddisfazioni mai sperate, continuano le collaborazioni con vari gruppi, registrazioni in studio, esibizioni come solista o con qualche tamburo, il passo piu gratificante che mi riempie di gioia è avere creato un gruppo tribale composto da ottimi musicisti e amici, fare musica che lentamente si sta avvicinando a cio che all'epoca mi ha fatto dire "anche io voglio" ascoltando il Clan Wallace suonare e che ho ridetto anche sentendo
altri gruppi come Albannach, Clann a Drumma, Saor Patrol o Clannadonia.
Il cammino è ancora lungo avanti a me ed ho molto ancora da seminare e molto da raccogliere.
Posso ringraziare questo strumento per avermi fatto conoscere molta gente, chi di passaggio chi per una stagione e chi spero per molto tempo.
Posso ringraziare questo strumento per avermi fatto sentire artisticamente soddisfatto e completo, gratificato ad ogni minima suonata.
Posso ringraziare questo strumento per avermi fatto scoprire tramite varie vicissitudini origini storiche della mia famiglia e spiegandomi perchè mi sento tanto a mio agio con questo stupendo strumento.
Ringrazio sopratutto chi consapevolmente od inconsapevolmente ha contribuito e contribuirà a questo mio cammino sempre avanti,
con una GHB sotto braccio.

lunedì 25 ottobre 2010

Protesta dei musicisti di strada.

Qualche giorno fa ho partecipato ad una simbolica protesta a favore dei musicisti di strada a seguito di una ordinanza un po assurda del sindaco della Città di Trieste.
Il giornale locale (Il Piccolo) cita:

Trieste, il Comune caccia i musicisti di strada

Dal viale a Cavana, prima operazione dissuasiva dei vigili urbani. Per ora solo diffide, nessun verbale. Sbriglia: "Ci sono molti suonatori molesti"
di Gabriella Ziani
TRIESTE. Vietato suonare in strada perché ne va di mezzo il decoro. Specie poi se uno suona male. E se i suonatori sono troppi, attirati dai tavolini di bar e ristoranti. Che ormai in verità sono più sulla pubblica via che tra quattro pareti. Dopo le panchine segate da un assessore per dissuadere i senzatetto, e le multe tremende per la pipì del cane, il Comune allontana i musici molesti. Ci sono fisarmoniche «che sembrano pneumatici», spiega l’assessore alla Vigilanza, Enrico Sbriglia, strimpellatori stonati che perseguitano i cittadini per spillare soldi. Ci sono «comportamenti che possono causare scadimento della qualità della vita e del decoro urbano», recita l’ordinanza che fa piazza pulita di violinisti improvvisati, chitarristi senza diploma e col cappello in mano. E che promette («prima che a qualche tavolo si arrivi a usare il coltello della pizza per azioni violente» dice Sbriglia) uno sgombero di legge per «mestieri di strada di suonatore ambulante, cantante, cantastorie e similari».

Interdetti Canal grande, piazza Sant’Antonio e viale XX Settembre fino al Politeama Rossetti, via San Lazzaro tra le vie delle Torri e Mazzini incluse, via Dante, Corso Italia, piazza della Repubblica, via del Teatro Romano e del Forno, in Cavana (via e piazza), nelle piazze Hortis e Venezia e in via Torino, e sulle Rive.

L’ordinanza è entrata in vigore il 15 ottobre, i primi sgomberi sono avvenuti ieri, ma senza scrittura di alcun verbale. La protesta è andata in scena subito dopo. Chi ieri ha organizzato il raduno orchestrale in via delle Torri reagisce malamente: «L’idea che siano gli artisti di strada a compromettere la qualità della vita nella città, e non speculatori e inquinatori vari, il proliferare di gazebo, ingorghi del traffico e bancarelle, che la sicurezza dei cittadini sia minacciata da uno strumento musicale e non dalla desertificazione degli spazi urbani provoca ripugnanza e rabbia verso questo provvedimento».

Sbriglia dice che in Comune sono arrivate moltissime lamentele di persone «disturbate da suoni molesti, chi ha competenze musicali viene a chiedere il permesso per suonare in strada, e lo ottiene, e invece siamo bersagliati da pseudo-suonatori, da queste fisarmoniche che sembrano copertoni d’auto, costoro dopo aver maltrattato la tastiera non si schiodano dai tavolini senza aver intascato i soldi». Invece adesso al primo sgarro sono allontanati, al secondo avranno il sequestro dello strumento, al terzo una multa di 100 euro.

I musicanti improvvisati potranno dirottarsi sulle zone senza ristoranti, nelle periferie dove l’ordinanza non arriva (ma se il fastidio si estende, arriverà). L’esercente al quale tuttavia «non dà fastidio la mazurca stonata - sottolinea l’assessore - semplicemente non chiamerà la polizia municipale, l’ordinanza serve per le zone e per le situazioni indicate, e anzi nessuno chiami in maniera impropria perché i vigili sono pochi e i problemi tanti».
Il provvedimento è stato esteso proprio ieri anche ai raccoglitori di firme ai banchetti, 500 euro di multa nel caso si verifichi che «dietro quella richiesta di firma contro la droga si nascondono interessi diversi ed è un raggiro». E verrà presto allargato (l’o rdinanza è approvata) ai giovani extracomunitari che vendono cose per strada: «Irragionevole vedere dei marcantoni che vendono libri illeggibili per via, perché non vanno a lavorare, a un’agenzia interinale, o alla Caritas?».
La singolare iniziativa molto festosa e serena è andata molto bene ed ha raccolto molte firme, ora speriamo nella salvaguardia della VERA arte...
non serve che parlo piu di tanto, lascio parlare le immagini dato che è stato fatto un bellissimo video in cui sono stato anche intervistato.

http://www.vimeo.com/16152902

Mi presento...

Io sono Alan , il Piper della Pioggia,
al secolo Alan Petrei discendente della famiglia Petrie del 

Clan MacGregor.
Cos'è un piper?
Un piper è un suonatore di cornamusa, il termine si rifà verso un tipo preciso di cornamusa:
la Great Highland Bagpipe 

(abbreviazione GHB), in parole povere la tipica 
"cornamusa Scozzese".
Ho messo il termine cornamusa Scozzese tra virgolette perchè in verità in Scozia sono originari molti
tipi di cornamusa molti oramai caduti quasi in disuso e tenuti in "vita" da pochi nostalgici delle piu
antiche tradizioni.
Perchè "della Pioggia"?
Perchè fortuiti casi mi hanno fatto suonare e dare spettacolo sotto la pioggia, situazioni che poi hanno tirato su la festa quando era destinata a colassare.
La pioggia è solamente acqua, l'acqua non fa male, 

bagnarsi non fa male, non vedo perchè l'acqua
dovrebbe essere vista come un danno, come una cosa che fa finire una festa.
Io ero lì, sotto gli acquazzoni a suonare, a divertirmi ed a far divertire le persone che erano lì assieme a me, 

accomunati dalla medesima grinta.
Ovviamente questo fatto di suonare spesso e volentieri sotto la pioggia mi ha fatto ricoprire da una quasi leggenda 

del "piper che chiama la pioggia", 
"quando suona lui arriva la pioggia",
io ci sorrido sopra e pure questo mi mette allegria.
Non è da moltissimo che suono la cornamusa ma è da una vita che mi dedico alla musica,
sono un polistrumentista, ho suonato un po tutti gli strumenti in varie situazioni e spaziando vari generi ma la scoperta della cornamusa Scozzese mi ha aperto un mondo, 

un mondo fatto di  soddisfazioni e gratifiche, 
un mondo di filosofia attorno e dentro lo strumento, 
un mondo di storia e di arte ma sopratutto mi ha fatto sentire la sensazione di "fusione" con lo strumento:
io sono parte di lei e lei di me, questo mi permette di esprimere me stesso meglio di come potrei esprimermi a parole,

per questo affettuosamente la mia prima cornamusa la chiamo
"la mia morosa gonfiabile".